"Deriva" è il nuovo album degli Eraclea, disponibile solo in 33 giri

Il 23 Agosto è uscito il nuovo lavoro sulla lunga distanza degli EracleaDeriva, un concept album che indaga la metà oscura dell'orchestra turbo-pop balneare veneta e che vedrà la luce solo in una edizione limitata in Vinile 33 giri, mentre non verrà mai reso disponibile per lo streaming.
 



Per Eraclea il mare non è solo acqua e cielo.
È la risacca dell’adolescenza veneta, la salsedine di Jesolo, la promessa di Venezia: lo sfondo iper‑pop e spensierato di Toboga.
Con Deriva quella stessa scena si scurisce: la calma si incrina, il blu diventa più denso.


Non è un ritorno, è un’immersione.
La band smette i panni dei cronisti della costa e diventa esploratrice di ciò che sta sotto.
La barca non è più un simbolo estivo: è in balia di forze che non controlli.
Non ci sono pirati, ma qualcosa di più semplice e più spietato: eventi più grandi di te, capaci di inghiottire legno, carne e ricordi.


La discesa inizia con Coordinate.
Un arpeggio di synth apre una specie di nebbia sonora.
I marinai urlano senza più riferimenti, la realtà si allenta, le menti vanno alla deriva.
In mezzo a questo, appare Calipso: dea, miraggio o allucinazione, poco importa.
È la prima spaccatura: da qui il viaggio è già fuori rotta.


Nel vuoto salgono i ricordi.
Next Stop interrompe l’estetica navale ma non la caduta interiore.
Su un groove elettronico e insistente scorrono stazioni e quartieri: Venezia Santa Lucia, Fincantieri a Marghera, Treviso Santa Bona, Roma Tiburtina, Bologna Piazza Verdi, Torino Porta Nuova.
Non sono solo nomi: sono fughe in treno, notti sbagliate, prime volte, rischio.
L’ultimo giro di memoria prima che la barca scompaia sotto la linea di galleggiamento.


Prima del punto di non ritorno c’è ancora un grido.
Quello che fu entra con un’energia rock anni Settanta: è insieme attacco e resa.
I marinai si attaccano al ricordo del capitano che guidava la ciurma verso promesse.
Il brano è un saluto secco a un’epoca di avventure e gloria: è stato quello che è stato, senza revisioni.


Poi arriva il fondo. E lì succede qualcosa.
Goodbye è la suite della trasformazione.
La nave non scompare: si smonta.
Drappi, bandiere incastrate tra gli scogli, libri (Gurdjieff, Schopenhauer, Lao Tzu) diventano pezzi di un altro ordine.
I venti – harmattan, grecale, bora – si sommano in un unico rumore di fondo.
Elettronica pulsante, batteria ossessiva, chitarre cariche di distorsione e sax costruiscono un clima denso che accompagna l’ascesa: la barca diventa astronave, risale dal fondo non per fuggire, ma per tornare alla luce.
È un nuovo inizio, senza più la stessa pelle.


Le ombre, però, restano sullo sfondo.
 



Ascolta Quello che fu qui (Unico brano disponibile in streaming)

Il Vinile di Deriva è disponibile QUI
 



Eraclea nasce nel 2019 dall'incontro di cinque musicisti trevigiani che si danno appuntamento per provare all'interno di un teatro stabile sperimentale.
A chiusura del cerchio si è recentemente aggiunto, al sassofono, un sesto elemento.
Nel 2022 avviene l'incontro con Dischi Soviet Studio, che si mostra sin da subito entusiasta del progetto, registrando nei propri studi l'album di debutto, Toboga, uscito nel novembre del 2024.
Nel 2026 gli Eraclea prendono il largo per andare alla Deriva attraccando in alto mare.



Deriva è stato scritto e suonato dagli Eraclea.
Registrato, mixato e masterizzato da Matt Bordin all'Outside Inside Studio di Volpago del Montello (TV).
Prodotta da Matt Bordin e Mauro Martinuz.
L'artwork di copertina è di Giulio Favotto.

ERACLEA:
Roberto Lai: Voce
Luca Maccioni: Sax, synth (Quello che fu) e chitarra acustica (Next Stop)
Enrico Squizzato: Chitarre elettriche
Luca Sella: Batterie acustiche, elettronica (Next Stop)
Ilic Emiliano Bertolo: Basso elettrico
Mauro Martinuz: Elettronica, field recordings, synths e chitarre elettriche


linktr.ee/eracleaband

 
Etichetta:  Dischi Soviet Studio

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