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Vinile
Compact Dischi
Edoardo e Luca sono due amici di scuola cresciuti insieme condividendo la musica per oltre vent’anni. Nel 2016 formano i Giannutri e negli anni successivi pubblicano due dischi intitolati Avventure Tropicali (2018), Al Ritorno Dalla Campagna (2020) e l’EP Giannutri (2022).
Le sonorità di questi lavori affondano nel pop-cantautorale con contaminazioni rock, latin, indie e sono stati completamente autoprodotti dal gruppo.
Dopo aver affrontato i primi live con una formazione a 4 elementi, i Giannutri decidono di rimanere in due con un cambio radicale di impostazione, diventando un duo batterista-cantante e chitarrista-cantante che si avvale del supporto digitale di un sequencer, in studio come in live, trasferendo al meglio la loro idea di musica dalle sonorità granitiche.
Lascio Fuori La Realtà è il primo lavoro sulla lunga distanza degli Heaven Or Las Vegas, promettente band padovana già entrata nei radar delle playlist editoriali Spotify di matrice alternative.
L'album, composto da nove tracce, si inserisce nel filone shoegaze e post-punk contemporaneo anglosassone, presentando un approccio più muscolare ed energico rispetto al precedente EP del 2020, Cose Che Non Ho Mai Vissuto. La caratteristica peculiare è l’utilizzo dell’italiano in un genere musicale a quasi esclusivo appannaggio della lingua inglese, connotato che avvicina la band alla nuova scena emo italiana, motore del rinvigorito circuito DIY. Nonostante la veste alternative, gli HOLV hanno sempre un approccio pop cercando soluzioni orecchiabili e melodie evocative e riconoscibili.
I brani che compongono Lascio Fuori La Realtà nascono tra la fine del 2022 e il 2023 in seguito all'ingresso in pianta stabile nella band di Federico Reato alla batteria, che sostituisce Nathalie Antonello, evento cruciale per il rilancio creativo del gruppo dato lo sconforto in cui versava dopo un promettente esordio seguito da una situazione stagnante dovuta alla pandemia e alla contemporanea ricerca di un nuovo musicista.
Lo sconforto all’interno del disco si sublima in rabbia, la rabbia dovuta all’impotenza e all’incapacità di trovare la propria identità e di essere veramente ciò che si vuole, contenuta in Abbronzatura e Lunga Estate, dove emerge forte il disagio generazionale per il passaggio all'età adulta, così come in Laguna Beach, un brano politico dove l’insoddisfazione è causata dal provincialismo che non offre ascolto e possibilità di espressione.
La provincia profonda e crudele dove i quattro musicisti sono cresciuti e vivono è un altro fattore determinante per la musica del combo padovano: la troviamo nella descrizione della notte brava vissuta in un locale dimenticato da dio di Rosso Acceso, così come che nel gusto musicale, fortemente influenzato dalla ricchissima scena veneta che sforna alcuni tra i progetti underground più interessanti in ambito nazionale.
Non mancano momenti intimisti e onirici, di estraniazione ed evasione come in RadioDream, Veronica, Il Tempo Esplode e Fari Spenti, dove il rifiuto della realtà e della durezza della vita adulta sono espressi in forme musicali e testuali più dolci e liquide.
Lo scenario spaziale e fantascientifico, peculiare cifra estetica della band, si ritrova in Loggia Nera (il loro singolo d'esordio e brano manifesto) e permea tutto l'artwork dell'opera, dalle copertine dei singoli a quella dell'album, fino allo shooting fotografico del gruppo, caratterizzato dalla presenza di un alieno umanoide, quasi ad evocare la dimensione del sogno e dell’emancipazione dai vincoli quotidiani.
Il disco, registrato da Matteo Marenduzzo, mixato da Pablo Gastaldello e masterizzato da Maurizio Baggio, esce Venerdì 13 Dicembre per Dischi Soviet Studio / The Orchard su tutti gli stores digitali.
Il termine Toboga ha due significati: il primo indica una antica slitta canadese utilizzata dalle tribù inuit per trasportare sulla neve oggetti e persone, trainata da uomini, donne o cani; il secondo indica uno scivolo, l’ artefatto ludico che tutti conosciamo. L'album d'esordio degli Eraclea gioca nel rimpallo di queste due interpretazioni: da un lato la slitta, ciò che di prezioso e vitale contiene e trasporta e dall’altro la spensieratezza, il gioco, il sogno. Le undici canzoni scelte per questo disco, sia nel contesto letterario sia musicale, non fanno altro che caratterizzare queste due interpretazioni. Nello specifico dal punto di vista letterario i testi indagano, vestiti anche di metafore e storie vere, la difficolta che abbiamo come umanità a sostenere esodi, sedentarietà, amori, dissapori, benessere e miseria. Ma anche l’azzardo e la innocente superficialità del riderci sopra. Ancora di più, per chi riesce a cogliere, l’inguaribile desiderio di continuare a sognare. Canzoni come Pappagallini e Banane, Saturno, Chewbecca sono ambientate su mondi paralleli, immaginari, in mimesi con il nostro e tingono la propria narrazione dai sentimenti più o meno comuni in tutte e tutti noi. Milioni di Anni, Non Dirmi Mai e Volare girano attorno all’amore fisico e sentimentale tra due esseri umani dando però eco alla parte spirituale e universale dell’essere. Uma Uma e Mare sono semplicemente puri divertissement, mentre Sto Sempre Meglio è un inno alla Blank Generation dal retrogusto amaro. Per quanto riguarda I Soldi di Ieri, ditecelo voi
Come racconta il duo: “BELLAFINE è un disco che raccoglie 8 nuove canzoni registrate in momenti differenti, alcune rimaste nel cassetto per un po'. Sicuramente i sentimenti sono il fil rouge che unisce tutti i brani del disco e vengono trattati sotto diversi punti di vista, spesso nel modo ironico tipico dei Lombroso: un amore finito che diventa una nuova opportunità, la difficoltà di comunicare in coppia, la voglia di riconquistare la ragazza dei propri sogni, passando per un inno alle curve femminili. Senza dimenticare ‘Una canzone per tutti’ che speriamo diventi davvero un brano che il nostro pubblico possa cantare a squarciagola”.
Il duo Lombroso nasce in un pomeriggio del 2003 quando Dario Ciffo (voce e chitarra) propone all’amico Agostino Nascimbeni, talentuoso batterista, di esibirsi con lui in un concerto, scoprendo un’energia e complicità unica. In quella prima occasione live improvvisano Insieme a te sto bene di Mogol/Battisti, che diventerà anche il singolo di un loro successivo album. È Morgan che suggerisce il nome Lombroso ispirandosi alla via della sala prove dove il duo si trovava. Dalla loro empatia e complicità nascono 3 album: Lombroso (2004 per Mescal), Credi di conoscermi (2007 per V2), Una vita non mi basta (2010 per, Niegazowana), fino all’attuale collaborazione con Mogol nel singolo “Sentimento Rock” scritto da Mogol e musicato da Morgan e i Lombroso.
Dopo i singoli Masquerade e Soyuz, è giunto il tempo per i Maustrap dell'uscita del loro primo lavoro sulla lunga distanza. Un album, e una band, nati durante il lockdown, in cattività, una trappola per topi dove convergono eleganza, malinconia, rassegnazione e voglia di rivincita. Le coordinate sonore sono di ambito alternative rock cantato in italiano, ed è impressionante come la band si muova agevolmente e con piena maturità artistica (frutto dell'esperienza dei singoli elementi in precedenti formazioni storiche venete) tra le molte atmosfere diverse che compongono il disco, spaziando dall' alt rock alla new wave fino a lambire le coste del reggae.
E questo musicare la storia è una gioia immensa che porto dentro di me e che dedico a mia moglie e ai miei figli e a Sandro. Fin da subito avevo chiaro in mente il suono che doveva accompagnare le mie parole di condanna e rinascita. Scrivendo quasi tutti i brani con la chitarra elettrica, ho creato due entità Mian ed Egon, per raccontare la mia versione dell’eterna lotta tra il bene e il male. Inizia così il cammino atto a risvegliare le coscienze. Il viaggio è una presa di coscienza della vita più vera e intima, fondata su sani principi, con lo scopo di far crollare stereotipi e falsità e riscoprire un mondo di bellezza, un mondo nascosto di persone che già hanno intrapreso questo cammino, ma che sono oscurati dall’ombra creata da una classe dirigente politica e finanziaria incompetente e poco lungimirante». Beppe Cunico
“From Now On” è il secondo disco di inediti di Beppe Cunico, cantautore, musicista e ingegnere del suono vicentino, un lavoro duro e ricco di rabbia che porta in musica l’eterna lotta tra il bene “Mian” e il male “Egon”. Un disco fatto di energia positiva che riporta la musica suonata in primo piano, in totale libertà da vincoli di moda o tendenza.
“Grumi” sono i ricordi che con il passare degli anni acquisiscono un'insistenza e un peso che l'allora vissuto presente non aveva. La luce dei lontani pomeriggi estivi si solidifica, le azioni si cristallizzano, i volti si velano e le parole si perdono. Rimane un mistero senza tempo e la paura di quello che abbiamo dimenticato. Il piacere diventa l'arpione che ci tiene ancorati al presente, un Qui e Ora che non prevede un Dopo.
Ma se il Dopo arriva, l'aurora del nuovo giorno è una piaga, il tramonto è un livido e la notte è una gola di lupo; se il Dopo non arriva allora viene la tragedia che squarcia il senso nei cuori umani. Ma quale senso? Quello che abbiamo architettato, quello che fingiamo per stare in equilibrio sopra i lampi del temporale, quando l'unica legge è andare avanti e non crollare.
Allora sopraggiunge il dubbio: restare arroccati ai ricordi e perseverare nelle finzioni o far cadere questi grumi di strategie e abitudini buoni per sopravvivere? E una volta disincrostati, spogliati anche del nome che ci hanno dato, non resta niente o si manifesta qualcosa di nuovo? Sarà solo buio o possiamo, riusciamo, a sperare in una tenebra luminosa? Il Dio di “Grumi” è l'Ego, l'obiettivo è sempre quello nietzschiano: uccidere Dio. E siamo all'ammazzatoio.
Dopo la strage delle finzioni si spalanca il vuoto, un abisso che non si può superare girandoci intorno ma che si deve attraversare. Fissare la vertigine e non poter più tornare indietro. Questo vuoto, spaventoso all'apparenza, è in realtà lo spazio-non spazio per un senso nuovo, mai provato prima. È la terra su cui tramonta il nostro essere separati: smettiamo di essere individui, si placano gli appetiti e l'inquietudine si scioglie in una calma suprema pregna di finalità. Ma cosa ci darà la forza per camminare sopra questa terra vuota, senza appoggi né appigli, dove esporci al lampo di un inaudito senso di pienezza ed estatica fusione con la vita? “Grumi” è l'attesa del vento che spinge le anime. E il nostro ricordo più vivo sarà quando lui arrivò, noi lo stavamo aspettando.
Imbevuto delle numerose influenze musicali dei componenti della band, formata dal nucleo dei Soviet Ladies (Matteo Marenduzzo, Luca Andretta e Paolo Trolese) a cui si è unito Walter Zanon - anche lui in passato attivo in progetti musicali del Nord Est come Disfunzione e Mi Sa Che Nevica - il progetto Lacosa è nato nel 2018, inizialmente per lavorare su brani strumentali. Fondamentale è l'influenza del cinema di fantascienza degli anni a cavallo tra i '70 e gli '80, tanto che l’idea di partenza era di creare una soundtrack per un film immaginario, ispirato al libro illustrato “Spacewreck” di Stewart Cowley (“Catastrofi Spaziali in Italia), del 1979. Lo stesso nome della band rivela la passione per un mondo, potremmo chiamarlo immaginario, in cui musica, cinema e arti visive convergevano in uno stile inconfondibile. Dopo l’ingresso di Walter nella band nel 2019, le tracce fino ad allora prodotte sono state rielaborate e trasformate in canzoni. Il disco è stato registrato in session diverse, a distanza di anni (in parte nel 2019 e poi nel 2022) in parte in analogico (con un vecchio registratore Revox), in parte in digitale. Il drumming è principalmente elettronico, realizzato su pad e drum machine, mentre i suoni nativi di sintetizzatore sono stati ampiamente filtrati ed elaborati per cercare di dare l’idea della lontananza, del passato e del ricordo, anche attraverso l’uso di un vecchio campionatore a 12 bit E-mu, chitarre e basso fanno più spesso un lavoro di punteggiatura che di guida. I quattro trovano un terreno comune nell'amore per la new wave, il dream pop, l'indie elettronico ma la lunga gestazione del disco, in parte dovuta agli impegni personali, in parte ai rallentamenti che tutti hanno subito durante il periodo pandemico, fa loro partorire un oggetto imprendibile e dissonante, a tratti tagliente, distante e appassionato nello stesso tempo. La scrittura dei brani è stata mossa da un lavoro di introspezione e rielaborazione di esperienze personali, anche traumatiche. La principale ispirazione è arrivata non tanto dai suoni, ma da luoghi fisici (rovine classiche e medievali) come metafora della capacità di riscoprire il passato e tentare il gioco impossibile di darne una lettura. I testi percorrono la strada che porta, se si è fortunati, a quella comprensione di sé, a quella illuminazione che si può sperimentare una volta terminate le transizioni da eventi dolorosi. E' un disco che gioca con la claustrofobia, in cui la band sembra sempre sul punto di cedere a idee melodiche e ritmiche di ampio respiro per fermarsi qualche passo prima di cadere in quella tentazione, scegliendo la svolta che porta in un corridoio di suoni stridenti, portandoci per mano in un labirinto di synth e chitarre in cui ha senso perdersi. Anche i brani più radiofonici come "Nagger" e "Je SUS" (scelti infatti come singoli usciti prima dell'album) non abbandonano completamente la strada più sghemba, lasciandoci piacevolmente disorientati. LACOSA è un esordio ma anche un progetto che nasce inevitabilmente già maturo e consapevole, vista la lunga esperienza dei suoi membri: una nuova avventura, una nuova vita a cui si è giunti attraverso un processo catartico dove la musica ha sempre il suo ruolo centrale.
Tracce 1, 2, 5, 8, 9 composte da L. Andretta, scritte da L. Andretta e W.Zanon Tracce 3, 6, 7 scritte da LACOSA Traccia 4 composta da M. Marenduzzo, scritte da M. Marenduzzo e W. Zanon Prodotto da LACOSA e M. Marenduzzo Registrato da M. Marenduzzo al Soviet Studio Mixato e masterizzato da M. Bordin all’ Outside Inside Studio (tranne la traccia 1, mixata da M. Marenduzzo) Con il contributo di Nuovo Imaie, nuove produzioni discografiche 2022 - 2023
Un sound alternative pop-rock e una voce intensa costituiscono la spina dorsale di un progetto frutto dell’unione dei quattro musicisti, tutti provenienti da importanti esperienze precedenti (Timoria e Afterhours, per citarne solo due). Una collezione di dieci brani in cui la voce di Sarah Stride segue con fluidità l’insieme delle sonorità consolidate di Xabier Iriondo, Andrea Lombardini e Diego Galeri. Le produzioni dosano il pop-rock con elementi new wave e post-punk. Generi e timbri di impatto sono accompagnati da una narrazione sempre melodica e poetica.
“Restare sé stessi nel continuo mutamento, diventare ciò che si è, ardere d'inconsapevolezza e poi conoscersi, esplorare i continenti della vita e liberarsi nella musica e nella poesia – è il commento della band – Rimescoliamo le acque torbide della musica italiana riconoscendoci nella forza della parola e nell'immediatezza del suono ruvido, da levigare lentamente come rocce nella corrente”.
La poesia di Ungaretti che ispira il nome della band e il titolo dell’album si ritrova anche nell’omonima traccia, una ballata-omaggio al panta rei di Eraclito e un invito al carpe diem. I dieci brani del disco costituiscono un’introspezione ragionata della vita, in tutte le sue sfaccettature. Dall’importanza di saper cogliere i doni che la vita fa (“Il Dono”), al bisogno di cercare sempre (“In fondo all’incendio”), fino all’essenza stessa di ciò che siamo (“Caterpillar”). Non manca l’amore (“Quello che serve”), così come l’invito ad andare oltre il percepito dai sensi (“Muta”).
10D10 è il nuovo album dei DONrodriguez, il terzo per Dischi Soviet Studio. Il disco è stato registrato negli studi di Laboratorio Luna, Socraggio (paese che conta un unico abitante), nella selvaggia Valle Cannobina (Piemonte), durante lo scorso inverno. Le canzoni sono in parte figlie del lockdown, dalle atmosfere cupe e spesso ispirate a personaggi e luoghi esistenti. Dopo 10 anni di attività ininterrotta 10D10 è il disco più maturo del trio piemontese, il disco della consapevolezza. L'album si avvale della partecipazione di Alberto Corsi (Muschio) in Walter / Kubrett e Ora Ed Allora.
"Le foto sono state scattate diurne da Elda Belfanti - nostra amica. Si tratta della ex centrale nucleare Enrico Fermi di Trino Vercellese, in Piemonte. Le scritte che si intravedono sulla base dei camini di raffreddamento avevano il solo scopo di rassicurare gli abitanti della zona. La centrale non ha mai funzionato propriamente ed è stata ferma per quasi 300 giorni a causa di un presunto guasto. Le versioni ufficiali diramate sono state al centro di molte discussioni, sembra certo però che il livello di radioattività raggiunto dai pesci nell'area circostante sarebbe stato ben superiore al consentito. L'idea del concept grafico è quello di immortalare un momento storico importante cui questo disco è anagraficamente legato: crisi energetica, l'uso del nucleare, la paura di una guerra nucleare".
Pianeti è un disco più coerente e omogeneo rispetto al precedente esordio del duo veneto. Se È Difficile Trovarsi, infatti, scontava ancora la ricerca di una dimensione, questa ora appare più netta e definita, ponendosi in equilibrio tra cantautorato italiano anni ‘70/‘80 e una pronunciata vena rock. Pianeti contiene storie diverse fra loro accomunate da uno sguardo disincantato, a tratti malinconico, sull’amore e i rapporti umani. Altro denominatore comune è rintracciabile nelle melodie, che mantengono l’obiettivo di far ballare, magari con gli occhi lucidi, a piedi nudi sulla spiaggia in autunno.
"The Endless Now, We Are Living In" è il secondo album di ANNABIT. Frame digitali e reali si mescolano in un collage elettronico, un contenitore di forme, vuoti, segni, sogni, sillabe e consonanze. Dal dream pop alla techno, dal future pop all'ambient. Frammenti taglienti a comporre un possibile presente, cosa significa essere umani in quell' "adesso" senza fine e ipertecnologico nel quale viviamo?
ANNABIT è una cantautrice future-pop di Padova, il suo progetto musicale nasce nel 2018 con l’uscita del disco d’esordio “Né con Speranza, Né con Timore”. Il nome ANNABIT nasce dall’unione tra “AnnA”, un nome palindromo che si può leggere al contrario senza variarne il significato e il “Bit” informatico, a richiamare la sintesi del suono elettronico. L’insieme di questi due elementi, l’uno umano e l’altro virtuale, racchiude la continua ricerca di significato, attraverso la musica e la scrittura, nell’ibrido reale-virtuale in cui viviamo.
9 canzoni, 9 bugie d’autore: canzoni come pillole per assentarci dal quotidiano con o senza permesso e alleggerirci un po' quando tutto diventa troppo dannatamente reale. Canzoni cantautorali nate in bianco e nero per voce e chitarra acustica, poi baciate da strati di synth, pianoforte e ritmi elettronici ad enfatizzarne il suono come il filtro Valencia fa con le vostre foto su Instagram.
Bugie D'Autore è un lavoro autobiografico, ma inclusivo per il modo aperto e voglioso di comunicare con cui è stato scritto. Un linguaggio pop biologico, maturo e vivace, con la melodia a farla da padrone tra i numerosi cambi di mood di queste tre teste affollate.
Esorcizzare i momenti in cui il freddo ci pervade con la musica. Così comincia la storia di Ghiaccio, pseudonimo di Stefano Cocco, cantautore classe ‘91. Ghiaccio è un progetto in cui sfogarsi, fare domande per trovarne le risposte, dopo anni di esperienze musicali nella scena alt-rock e indie italiana (Impero Del Mare Magenta, Alcesti). In rinnovati tappeti musicali cristallini, il pop-rock cantautorale di Stefano racconta sentimenti impregnati di vita quotidiana, quella fatta di incontri, di scontri e di umane debolezze.
"Un Giorno Tutto Questo Ci Farà Ridere è il mio primo album, scritto tra il 2019 e l'aprile del 2020 e registrato tra l'ottobre e il novembre del 2020. In esso riassumo le esperienze e sensazioni che hanno costellato il passaggio dal mondo dell'università e della formazione a quello del lavoro, un passaggio che ho vissuto in maniera traumatica per la concomitante fine di una storia d'amore importante e per il successivo insorgere di problemi legati all'ansia. Mi sentivo spaesato e la mia maniera per rispondere è stata quella di attaccarmi ancora più fortemente all'unica cosa che da oltre 12 anni mi piace fare davvero nella vita, ovvero suonare. Il percorso di genesi di questo disco, quindi, ha rappresentato per me una sorta di terapia contro la negatività che ha caratterizzato quel periodo. All'interno di Un Giorno Tutto Questo Ci Farà Ridere c'è lo smarrimento e la voglia di ritrovare un equilibrio perduto. Per quanto nei brani ci siano probabilmente più domande che risposte, il fatto stesso di aver compiuto questo processo creativo mi ha aiutato a vedere con maggiore chiarezza e positività alcuni momenti difficili. Il mio augurio, come palesa il titolo dell'album, è che un po' di questo senso di sollievo possa arrivare anche a chi lo ascolterà. Musicalmente, al suo interno unisco le mie naturali vibrazioni musicali oniriche e malinconiche con gli artisti che mi hanno maggiormente influenzato in quel periodo, come Foals, M83, MorMor e, guardando all'Italia, gli Amour Fou. Questo album mi ha permesso di cimentarmi con la scrittura dei brani da solo, cosa che non avevo mai fatto prima venendo da un percorso musicale in band. La ricerca di un suono personale è sempre stato un aspetto molto importante per me e questo progetto mi ha dato finalmente la possibilità di approfondire questo processo. Il mio obiettivo è di riuscire ad esprimere me stesso tanto nei testi quanto nella musica".
Un Giorno Tutto Questo Ci Farà Ridere è stato scritto da Stefano Cocco e prodotto assieme a Nove Cento, producer veneziano classe '95. Stefano Cocco: voce, chitarre, basso, synth; Nove Cento: tastiere ed elettronica; Marco Ferrante: batteria; Stefano Giuntoli: sassofono; Stefano Pettenon: percussioni aggiuntive. Registrata da Edoardo Dotta presso La Piccola Casa Di Giacomo. Mix di Nove Cento. Mastering di Andrea De Bernardi presso l'Eleven Mastering Studio. Foto e artwork Francesco Frusta Reffo.
Non poteva che uscire nella data del 2022 composta da più 2 il secondo album della band di Morris. Numerologia, fatalismo o semplice gioco di numeri, che però riprende anche un aspetto fondamentale della concezione di questo lavoro in studio di registrazione. Il tutto si è concretizzato in due giornate di riprese chitarra, basso e batteria seguite da altre due giornate per le chitarre soliste, il sax di Matt Bordin e le voci. Così è nato USELESS, nel settembre 2020.
Morris commenta “C'erano le elezioni regionali qui da noi in Veneto, Luca Zaia aveva fatto il 77%. Noi non ci sentivamo minimamente rappresentati, ancora una volta. Un disco onesto, quadrato e Rock n’ Roll. Registrato con strumenti e ambienti che vogliono ricordare la fine degli anni ’70. Le dieci canzoni hanno epoche diverse e sono una cernita di quasi due anni di composizioni. Il disco è per me quasi un concept: man mano che prosegue le canzoni si direzionano verso quello che sarà il futuro della band”.
L’album esce per l’etichetta cittadellese Dischi Soviet Studio. È stato anticipato nel 2021 da tre singoli tutti correlati da videoclip: la title track Useless, A Liar in the Sun (singolo estivo inserito nella playlist editoriale Spotify Rock Italia) e Celine. Il disco è stato registrato all’Outside Inside Studio di Matt Bordin. Con Morris nello studio di Volpago del Montello hanno suonato Lorenzo Valè (chitarre e cori), Augusto Dalle Aste (basso) e Piero Pederzolli (batteria). Si segnala la live session estiva registrata dalla band presso ZONA PORTA ORO del land artista Andrea T. Barbiero. Apre il live set Berlin, brano che apre anche l’album e che Morris ha deciso di condividere in anteprima in una particolare versione acustica (out 08/02/22).
The Mills nasce all'inizio del 2019, è l’ultimo progetto di Morris a.k.a. Andrea Sanson (già membro di New Ivory e Muleta), per rielaborare i miei demoni come se fossi in un’amaca in una stazione di servizio. Il primo album Cerise è stato registrato nei primi mesi del 2019 da Morris (chitarra, voce e batteria) e Augusto Dalle Aste (basso). Il disco è stato pubblicato da Overdub Recordings il 17/04/20. La band ha iniziato a suonare nell’aprile dello stesso anno, è salita su numerosi palchi e nell’estate 2021 si è esibita allo Sherwood Festival. Nel settembre 2020 ha registrato il suo secondo album Useless all’Outside Inside Studio di Matt Bordin, in uscita il 22 febbraio 2022 per Dischi Soviet Studio.
Mi Commuovo, Se Vuoi è Il primo album solista di Mario Pigozzo Favero, per oltre vent’anni autore dei brani dei Valentina Dorme. Un lavoro che ha occupato gli ultimi tre anni, tra scrittura, riscrittura e registrazione. Un parziale allontanamento dalle sonorità aspre e oblique – se pur romanticamente cantautorali - della band d’origine. Qui troviamo un suono più complesso e stratificato, che abbraccia mille atmosfere (si può ancora dire generi?). Un lavoro vario e meno rock rispetto al passato (poche e sempre piuttosto controllate, le chitarre), più attento alle componenti elettroniche e pop (loop, sample e sintetizzatori spesso recitano ruoli tutt’altro che secondari), con orchestrazioni e arrangiamenti curati dal nutrito gruppo di musicisti coinvolto – molti di questi presi in prestito da alcune delle band più talentuose della penisola. Ciò che dei Valentina Dorme rimane immutato è il lavoro sui testi, capaci di descrivere da punti di vista inediti quotidianità e amori andati, scenari di varia – e spesso disillusa - umanità, a volte rassegnata, a volte caparbiamente aggrappata a ciò che rimane, altre volte ferma a osservare le vicende con disincanto e un soffio di ironia. Mi Commuovo, Se Vuoi esce per Dischi Soviet Studio (distribuzione Audioglobe/Believe) questo 28 Gennaio.
Le tredici tracce di Mi Commuovo, Se Vuoi poggiano la bocca e mordono una parvenza di futuro, declinato all’interno di una signorile scuola cantautoriale con la quale l’Italia non ha mai veramente fatto i conti. Un futuro messo all’angolo, che non chiama e non ha nome. Una macchia di tempo indistinto glassata di cinico disincanto e una manciata di canzoni.
Quando il mondo va in pezzi alcune cose riescono a rimanere al loro posto, con il cuore, alcuni accordi e un equilibrio di vita faticoso e incerto. Ma reale. Questo disco è una di quelle.
Il lieto fine è andare avanti. Michele Benetello
La produzione e gran parte degli arrangiamenti sono opera di Martino Cuman (Non Voglio Che Clara), che - oltre a aver registrato e mixato il disco - suona basso, tastiere, chitarre e mille diavolerie elettroniche. Al suo fianco, hanno suonato, cantato e collaborato agli arrangiamenti Fabio De Min (Non Voglio Che Clara - partiture di archi e fiati), Diego Dal Bon (Jennifer Gentle, Public - batteria), Marta Cannuscio (La Rappresentante di Lista - batteria elettronica), Marcello Batelli (Non Voglio Che Clara, Bachi da Pietra - chitarre) il trombettista jazz Francesco Ivone, Edoardo Piccolo (Non voglio che Clara – pianoforte e tastiere), Guido Berton (Public, Disfunzione – chitarre acustiche), Arrigo Pietrobon (oboe), Sebastiano Crocetta (pianoforte). Tocco finale, in fase di mastering, di Giulio Ragno Favero. Gran parte delle registrazioni, visto anche che una considerevole porzione del lavoro è avvenuta durante la pandemia, si è svolta a distanza, tra il 2018 (le bozze) e il 2021 (il compimento). Il contesto che ha ospitato le riprese finali è il Sotto il Mare Studios di Luca Tacconi (luglio 2021)
Nel Ventre dell'Orsa è un progetto solista nato tra gli Inverni del 2014/2015 da Giulio Pastorello. Al tempo batterista dei Muleta nei primi due dischi, tuttora chitarrista con Nova sui Prati Notturni. Lo accompagnano chitarre acustiche/elettriche, piccoli suoni catturati nelle stagioni, carillon, loopers, sinth e riverberi. Sogni, fotografie, passeggiate e sporadiche letture sono alla base di quello che poi uscirà in forma sonora a volte cantata a volte strumentale. Il desiderio di far nascere questo progetto è rimasto sempre in bilico, rischiando di rimanere nascosto dentro le quattro mura di casa, tra vari impegni musicali e il tempo che è fatto solo di 24 ore. Ora in questi anni qualcosa è cambiato. Le stagioni seguono il loro corso, danno ispirazione, rallentano la frenesia e aiutano Giulio alla ricerca di suoni da cui trarre potere.
"Quest’album è nato con l'andare e venire d’ispirazioni spontaneamente sentite e seguite. Nel posto chiamato casa, dove, varcata la porta, iniziano sentieri tra boschi e prati che portano in altri piccoli paesi. Cinque i brani totalmente strumentali e quattro cantati a modo loro. I testi trovano vita e forma da letture serali, sentimenti, sogni e visioni. Le musiche vivono secondo particolari eventi. A volte felici, complicati, tristi, veloci, lenti e intensi. Nulla di più." credits released November 26, 2021
Il disco è stato registrato e mixato presso La Casa dell’Orsa da Giulio Pastorello con l’ausilio di chitarre acustiche ed elettriche, carillon, audio droni, land recordings, musicassette multitrack recording, mini synth, timpani, riverberi, mani e voci. A far parte di tutto questo ci sono inoltre: Umberto Matino e Arto Paasilinna per aver dato ispirazione nei testi de Il Risveglio e Nascondersi. Patrizia per il sogno raccontato e tramutato nel testo di Brigida. Davide Scapin per le grafiche. Nicola Frigo di Haunted Recording Studio per la masterizzazione. I Boschi di Falzes per la copertina del disco. Dischi Soviet Studio per il supporto discografico indipendente.
“SINUSOIDE” è il nuovo album di ELISA ERIN BONOMO, si tratta del secondo album della cantautrice e chitarrista veneziana, vincitrice del Premio della Critica al Premio Amnesty – Voci Per la Libertà 2017 con il brano “Scampo” contenuto nel suo fortunato disco d’esordio “Antifragile”. L’artista, che ha all’attivo un’intensa attività live che l’ha portata anche a realizzare aperture per artisti come Nada, Daniele Silvestri, Diodato, torna con un nuovo disco che conferma la sua propensione per il concept album, medium privilegiato per esprimere la propria complessità. “Sinusoide” è un disco “tao”, che la cantautrice ha pensato e diviso simbolicamente in due parti che racchiudono l’unicum della sua espressione artistica. Registrato presso il No Shoes Recording Studio, prodotto insieme a Stefano Pivato, “Sinusoide” esprime l'esatto dualismo dell'essenza dell'artista, con un rock con venature dark-wave figlio del precedente “Antifragile” nella prima parte che approda alle atmosfere acustiche sconfinanti nella world music nella seconda parte.
Merch
Moma: Poster carta avana rough 200gr, cornice bianca, stampa inkjet
Psich: Poster carta lucida 200gr, cornice blu, stampa inkjet
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