The Junction

The Junction

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Il 20 marzo 2026 esce su tutte le piattaforme on line per Dischi Soviet Studio il nuovo album omonimo dei The Junction: dieci brani di indie rock con attitudine punk, venature noise-pop e spirito garage. Il disco Read more

Il 20 marzo 2026 esce su tutte le piattaforme on line per Dischi Soviet Studio il nuovo album omonimo dei The Junction: dieci brani di indie rock con attitudine punk, venature noise-pop e spirito garage.

Il disco restituisce l’approccio diretto della band: chitarre abrasive, basso sferragliante e ritmiche serrate sostengono testi oscillanti tra ironia, vulnerabilità, analisi sociale e politica. I brani sono stati registrati in presa diretta, con l’intento di mantenere l’immediatezza del live.

Tracklist

  1. A Million Times Tagliente e veloce, due minuti e dieci secondi di rabbia lucida e melodia sporca. Il brano esplora la comunicazione distorta contemporanea: opinioni gridate nel vuoto, verità imposte e incapacità di ascolto. Il riff incalzante e la melodia immediata rendono il pezzo un anthem noise-pop tagliente e diretto.

  2. LIE Teso e inquieto, affronta l’assurdità dei conflitti e delle divisioni umane. Tra chitarre post-punk lancinanti e ritmi serrati, il ritornello declamatorio I don’t wanna live this lie mette a nudo la follia di combattere per confini, lingua e identità. La frase We’d be friends if I was born 10 miles away evidenzia quanto siamo vicini eppure divisi.

  3. Sunny Beaches Chitarre sature, batteria martellante e voce distorta caratterizzano un brano rumoroso e ironico sulla noia delle conversazioni di circostanza e delle routine sociali. Sabbia dorata, sorrisi di plastica, sermoni sotto il sole: banalità che si sciolgono al caldo.

  4. Franco Panini Partendo da un indie rock sghembo di matrice americana e crescendo fino a un climax alternative noise, il brano racconta ironicamente un giovane italiano con nome anglicizzato che ostenta un presunto successo ottenuto altrove, lontano da chi lo conosceva nella vita precedente.

  5. Buy Me Una richiesta assillante, una pretesa senza fine che rende l’acquirente completamente succube della persona che lo costringe a comprare di tutto. Riff angolari e ritmiche robotiche costruiscono un brano post-punk ironico e ossessivo.

  6. Watch Yourself Guidato da un riff di basso serrato e massiccio, il brano fonde la ruvidità post-hardcore dei Fugazi con atmosfere estatiche alla Sonic Youth. Il protagonista si isola in bagno per sfuggire agli sguardi reali, cercando connessione attraverso lo schermo. Il mantra Watch yourself in the bathroom diventa un ritornello inquieto su desiderio, distanza e intimità nascosta.

  7. Go Fishing Dance-punk graffiante, basato su riff dissonanti che esplodono in ritornelli ai 1000 all'ora intervallati da una sezione nebulosa e carica di tensione. Il testo contrappone la ricerca quotidiana del miglioramento personale a improvvisi desideri di fuga, dove I just wanna go fishing diventa un progetto effimero di ozio liberatorio.

  8. Cransac Con una pulsazione post-punk costante e melodie che richiamano i Pavement, Cransac racconta il ritmo instancabile della vita in tour: stanze sconosciute, volti che passano, notti interminabili. La ripetuta frase Gimme your car trasforma un piccolo paese francese in un’istantanea di movimento, inquietudine e distanza.

  9. Doctor Struttura minimale e mantra ossessivo: Doctor say / I’m OK si alterna a I want cigarettes, not furniture, creando un dialogo tra le pretese di responsabilità della vita adulta e la compulsione privata. Una scheggia impazzita della durata di poco più di un minuto, il brano unisce furia punk, ironia e disillusione.

  10. Afternoon Il brano parte da un senso di estraniazione e annichilimento iniziale e si apre a una dichiarazione di resilienza e voglia di riscatto. Strofe rilassate alla Lou Reed lasciano spazio a ritornelli sonori e dirompenti, chiudendo l’album con catarsi e liberazione.

The Junction è stato scritto, arrangiato e suonato da Marco Simioni, Alessandro Maroso e Francesco Reffo.

Registrato e mixato da Matteo Marenduzzo al Soviet Studio di Cittadella (PD), masterizzato da Max Trisotto. Prodotto da The Junction e Matteo Marenduzzo. Disegno in copertina di Gemma Simioni. Foto band di Martina Rosa.

THE JUNCTION: Marco Simioni (voce, chitarre), Alessandro Maroso (basso), Francesco Reffo (batteria, cori).

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